Alcune immagini interiori e intuizioni spirituali avute pregando per le Anime del Purgatorio


Alcune immagini interiori e intuizioni spirituali avute pregando per le Anime del Purgatorio

Sono una cristiana cattolica. Quando prego per le Anime del purgatorio ricevo da loro segni e grazie. Talvolta prego per Anime di cui conosco il nome, altre volte prego per le Anime del purgatorio in generale. Si può dire che lo Spirito Santo non ha mai mancato di darmi intuizioni spirituali precise circa la condizione di un’Anima per cui prego. Anche altre persone che conosco, le quali pregano per le Anime del purgatorio, ricevono segni o intuizioni spirituali interiori che fanno loro capire se quell’Anima ha bisogno di suffragi e di preghiera.

Ho un’amica che, ordinando un Santa Messa per un defunto, ha ricevuto durante quella Messa un’intuizione spirituale interiore davvero molto precisa, che le ha fatto capire che per quel defunto c’era gioia e anche che Dio aveva chiesto a quell’Anima di fare delle cose per aiutare alcune persone viventi sulla terra. Perciò pure io pregai per quel defunto e con me pregarono alcuni amici miei. Durante la vita, quella persona non sempre aveva goduto di una… diciamo, “buona reputazione”, ma dobbiamo tenere a mente che i giudizi di Dio e i Suoi pensieri spesso sono molto distanti dai nostri. Dio conosce una persona, un’Anima, così bene e nel profondo che i nostri poveri giudizi umani risultano essere spesso superficiali o inadeguati . Perciò non va bene giudicare qualcuno, tantomeno giudicare senza mai avere pregato per quella persona.

Spesso in preghiera ricevo intuizioni spirituali e, talvolta, si formano “immagini”  interiori oppure immagini che si proiettano sul mio “schermo mentale”. Si forma spontaneamente durante la preghiera o subito dopo, senza che io le cerchi. Queste “immagini” rappresentano nitidamente concetti spirituali circa la condizione di un defunto per cui sto pregando e a volte visualizzo anche il luogo in cui si trova. Una volta visualizzai una parte del purgatorio che era come simile ad un colle. Il paesaggio era brullo, il sentiero che saliva lungo il colle era percorribile, cioè non era troppo impervio. Oltre il colle, quando sorge il sole, che rappresenta Cristo, vi è una vallata, con un prato verde che precede l’inizio di una dimensione celeste. Oltre la vallata, c’è un baluardo presieduto da Angeli del Signore, i quali cantano l’alleluia e accolgono le Anime al loro ingresso nella luce del Paradiso.

Un pomeriggio, una ragazza che era stata una mia compagna di classe a scuola, la cui sorella maggiore è molto devota della Madonna, sapendo della mia sensibilità spirituale mi chiese di pregare per l’Anima di suo padre, che era deceduto poche settimane prima. Riuscì, questa ragazza, a rintracciarmi al mio vecchio indirizzo, la casa dove abitavo quando andavamo a scuola. Lì le dissero che ci eravamo trasferiti di qualche isolato, infatti non ho mai abitato fuori dalla provincia di Padova dove sono nata. Chiedendo qua e là, dato che la mia famiglia è conosciuta nella zona, mi trovò e parlammo per un’ora delle Anime del purgatorio e anche degli Angeli. Poi lei mi chiese di pregare per l’Anima di suo padre e io acconsentii. Non trovo però giusto di dover essere solamente io a pregare. Tutti noi possiamo e dobbiamo farlo. Le risposi che avrei pregato, ma le dissi che lei stessa, con sua madre e sua sorella, dovevano pregare e ordinare per l’Anima del papà almeno una Santa Messa di suffragio, meglio se più di una, intervallate nel tempo.  Solitamente tutti i parroci accettano che si ordinino Messe di suffragio, facendo un’offerta, per i propri defunti, famigliari, conoscenti, amici o per quelli per cui vogliamo comunque pregare.
Iniziai a pregare quasi subito per il papà di quella ragazza e quella notte, dopo avere pregato, feci un sogno. Sognai di trovarmi in un luogo molto buio, come se fosse, appunto, notte. Con me nel sogno c’era un mio amico, un uomo di nome Michele, anche lui molto credente e che aveva pregato per le Anime del purgatorio. In questo luogo buio vidi avanzare una figura maschile, robusta. Non appena mi si avvicinò, vidi che era proprio il padre di questa mia amica. Lo riconobbi e fui contenta di notare che aveva un aspetto ringiovanito. Aveva di nuovo i capelli neri e folti come quando era giovane e non aveva più l’aspetto malato degli ultimi tempi. Io potevo vedere lui, ma nel buio, lui non poteva vedere me. Avanzava a tentoni in un luogo buio. Sentì però la mia presenza e chiamò un nome, che era il nome di sua figlia, non il mio. Nel frattempo, il mio amico Michele stava vicino a me e osservava anche lui l’anima di quell’uomo, come pure altre anime per le quali avevamo pregato e che erano ancora in purgatorio, e altre ancora. Michele fece un cenno di risposta ad un’Anima.  Quella parte di purgatorio da cui era come “uscita” l’Anima per cui aveva pregato Michele era piuttosto buia, quasi come la notte, ancora con quella nebbia.
Quando mi svegliai, telefonai a Michele per riferirgli il sogno e lui mi disse di essere stato molto tormentato dal pensiero di un’Anima del purgatorio per la quale aveva pregato. A dire il vero Michele, a distanza di anni, ci pensa ancora a quell’episodio.
La mia amica, dopo che le dissi che suo papà era in purgatorio, ma che aveva bisogno di preghiera, si decise a pregare anche lei. Mi domandò inoltre se poteva chiedere a suo padre di intercedere per una grazia che da mesi desiderava. Le dissi di sì e le dissi di pregare la Madonna che è “mediatrice di tutte le grazie”. Lei pregò ancora e mi confidò che aveva chiesto a suo padre la grazia di avere un bambino. Per mesi aveva cercato di rimanere incinta, ma senza successo. I medici le avevano proposto la fecondazione in vitro, ma lei non voleva  intraprendere questa strada. Una mattina che era in casa e dopo avere pregato la Madonna e avere pregato per l’Anima del papà, vide due api posarsi sul davanzale della sua cucina. Gli insetti iniziarono ad accoppiarsi tra loro, perché era la loro stagione. Lei ci volle vedere un segno di speranza in quello spettacolo di madre natura che si era posato sul davanzale della sua finestra. Pochi mesi dopo mi telefonò di nuovo per dirmi che era incinta. Adesso ha una bambina sana e con un ottimo carattere. Veramente, pregando la Madonna e le Anime del purgatorio otteniamo delle grazie enormi!  Per questo io dico che noi cattolici dovremmo passare molto più tempo in preghiera per i vivi, perché si salvino, e per i morti, perché vadano in Paradiso, e meno tempo ad arrabbiarci per come si vestono le persone, che cosa canta quello, cosa fa quell’altro.
Ecco un altro mio ricordo delle anime del purgatorio: una sera sentii i miei vicini di casa litigare a voce alta tra uomini. Io ero tranquilla e il tono della loro voce (si stavano proprio insultando) fece persino abbaiare il nostro cane di famiglia. Allora uscii fuori e li rimproverai. Uno di loro ci rimase un po’ male. Passò qualche giorno e lo vidi per strada, di ritorno dall’edicola dei giornali. Aveva ancora quell’espressione triste. Allora gli andai incontro e mi venne d’impulso il gesto di abbracciarlo, per salutarlo, cosa che non avevo mai fatto con quell’uomo in vita mia, benché fossimo vicini di casa da anni. Ma se a malapena dicevo loro “buon Natale” e “buona Pasqua”! Figuriamoci un abbraccio. Però lo feci volentieri e lo salutai. Lui sorrise e rispose al mio saluto. In quel momento sembrò ringiovanito, come se la luce del sole lo avesse inondato e il cielo sopra di noi sembrava ancora più azzurro. Ma fu solo per un istante, una mia impressione e non ci feci molto caso. Passarono alcune settimane e un giorno mi accorsi che le finestre dell’appartamento di quell’uomo erano chiuse. Chiuse per tutto il giorno. “Che si sia trasferito?” pensai. Questo particolare mi tornò in mente nel pomeriggio, tanto che domandai ad un’altra vicina se ne sapesse qualche cosa. Mi fu risposto che l’uomo era stato ricoverato in ospedale per un problema cardiaco. Un paio di settimane dopo ebbe un infarto vero e proprio, che non gli lasciò scampo, e morì. Ci furono i funerali nella chiesa parrocchiale e io volli pregare per lui. Sento che si è salvato. Comprendo anche che quella mia impressione del sole e del cielo azzurro e il fatto che lo avessi abbracciato per salutarlo quando non lo facevo mai (quella fu praticamente l’ultima volta che gli parlai) erano già un segno.


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